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25
07
2018
Conservanti e coloranti negli alimenti

Conservanti e coloranti negli alimenti – Quali sono e le loro sigle

di mattia 0

Dopo aver parlato di come leggere le etichette dei prodotti alimentari, nell’articolo odierno andiamo ad analizzare cosa è possibile trovare all’interno degli additivi alimentari contenuti nei cibi che compriamo al supermercato e che portiamo poi sulle nostre tavole quotidianamente. Andremo a scoprire maggiori informazioni sui conservanti e coloranti negli alimenti, cercando di comprendere le regole base relative agli additivi alimentari in modo da riconoscerli facilmente leggendo le etichette dei prodotti in commercio.

 

Cosa sono gli additivi alimentari

Gli additivi alimentari sono sostanze deliberatamente aggiunte ai prodotti alimentari per svolgere determinate funzioni tecnologiche, quali:

  1. colorazione
  2. dolcificazione
  3. conservazione

Le leggi comunitarie hanno fatto che sì che all’interno dell’Unione Europea, tutti gli additivi alimentari debbano essere identificati da un numero preceduto dalla lettera E. Questi devono sempre essere indicati tra gli ingredienti degli alimenti dove sono presenti. Le etichette dei prodotti devono riportare sia la funzione dell’additivo nell’alimento finito (ad esempio colorante, conservante) sia la sostanza specifica usata, utilizzando il riferimento al relativo numero E o alla sua denominazione (ad esempio E 415 o gomma di xantano). Gli additivi che figurano più comunemente sulle etichette alimentari sono gli antiossidanti (per prevenire il deterioramento da ossidazione), i coloranti, gli emulsionanti, gli stabilizzanti, gli agenti gelificanti, gli addensanti, i conservanti e i dolcificanti.

Per coloro che volessero saperne di più a tal riguardo o rimanere aggiornati sulle norme europee sul cibo per vedere le eventuali modifiche nel regolamento inerenti i conservanti e coloranti negli alimenti, vi rimandiamo al sito dell’Autorità Europea per la sicurezza alimentare, che da anni si impegna nella battaglia contro i cibi non sani per la nostra salute.

Di seguito vi proponiamo un elenco degli additivi alimentari e delle sigle con cui vengo trascritti all’interno delle etichette alimentari:

  • coloranti da E100 a E180
  • conservanti da E200 a E297
  • antiossidanti e acidificanti da E300 a E385
  • emulsionanti e addensanti da E400 a E585
  • esaltatori di sapidità da E620 a E640
  • agenti di rivestimento da E900 a E948
  • amidi modificati da E999 a E1518
  • edulcoranti artificiali da E950 a E 967

Nelle prossime righe cercheremo di fare più chiarezza su due dei più conosciuti e popolari additivi alimentari, ovvero i coloranti ed i conservanti.

 

 

additivi alimentari

 

Coloranti

Come abbiamo scritto sopra i coloranti sono spesso indicati o “nascosti” da una nomenclatura che parte da E100 fino a E180. Come indica il nome, vengono utilizzati per attribuire agli alimenti un aspetto più colorato. La dicitura “coloranti naturali”, non significa che provengono dagli ingredienti dell’alimento, ma vuol dire semplicemente che si trovano in natura.

Autorizzati in molti alimenti, i coloranti naturali e artificiali purtroppo riescono spesso a trarre in inganno il consumatore sulla vera natura degli ingredienti utilizzati. Un esempio su tutti è rappresentato dal colorante giallo per suggerire la presenza di uova. E’ importante sottolineare che certi coloranti possono provocare allergie o fastidi di natura fisica e per tal motivo è necessario prestare molta attenzione nella scelta dei corretti alimenti per la vostra nutrizione.

Alcuni esempi di coloranti:

  • amaranto
  • caramello
  • E100 curcumina
  • E101 lattoflavina o vitamina B2
  • E140 clorofilla
  • E153 carbone vegetale
  • E160 carotenoidi estratti dalle piante
  • E161 xantofille
  • E162 betanina estratta dalla barbabietola
  • E 163 antociani estratti da frutta e verdura

 

Conservanti

I conservanti sono sostanze che prevengono la proliferazione di batteri, muffe e fermenti responsabili del deterioramento degli alimenti. Non tutte le alterazioni causate da microrganismi (batteri, funghi, lieviti, muffe) sono da considerarsi dannose, perché esistono dei processi, innescati da alcuni microrganismi, utili per conferire una determinata fragranza o un determinato sapore al prodotto. Per esempio, nel vino, una piccola quantità di solfiti ne garantisce una qualità miglior. Discorso simile per i formaggi.

Spesso i conservanti vengono utilizzati in alcuni prodotti (caramelle, gomme da masticare) anche per sopperire a scarse condizioni di igiene e conservazione durante il ciclo di conservazione. E’ possibile affermare che i conservanti sono indispensabili solo in talune occasioni e di certo non dovrebbero rappresentare una regola. Come i coloranti anche i conservanti possono provocare allergie, e per tal motivo è necessario prestare attenzione e leggere minuziosamente il contenuto riportato.

Esempi di conservanti presenti nei prodotti alimentari:

  • acido benzoico
  • anidride solforosa
  • nisina
  • E200 acido sorbico
  • estratto dalle bacche di sorbo
  • E 201-203 sorbato di sodio, di potassio, di calcio
  • E260 acido acetico
  • E261-263 acetato di potassio
  • acetato di calcio
  • E270 acido lattico
  • E290 anidride carbonica

 

Conservanti nocivi

Infine, all’interno di un’analisi sui conservanti e coloranti negli alimenti è doveroso citare i conservanti nocivi, ovvero quelli che possono mettere a rischio la nostra salute. Vediamo quali sono:

  • Acido Benzoico e i suoi sali (E210, E211, E212, E213): sono usati da soli o insieme all’ acido sorbico e ai PHB. Non sono ammessi in alcuni Paesi per la loro potenziale tossicità, inoltre gli alimenti ai quali vengono aggiunti  sono soprattutto le confetture, le gelatine, le marmellate, le gomme da masticare e le bevande analcoliche, tutti i prodotti che non necessitano di conservanti.
  • Anche gli esteri dell’acido p-idrossibenzoico (E214, E215,E216, E217, E218, E219), indicati con la sigla  PHB, sono vietati in alcuni Paesi. Vengono addizionati ai paté, ai rivestimenti di gelatina dei prodotti a base di carne, alla frutta in guscio ricoperta.
  • I derivati dell’anidride solforosa (E220, E221, E222, E223, E224, E226, E227, E228) sono irritanti e hanno una tossicità acuta e cronica, per esempio interagiscono con gli enzimi cellulari e distruggono alcune vitamine (per esempio la tiamina). Vengono usati nel vino e nella birra( anche per questo bisogna moderarne il consumo, non solo per l’alcol) e in altre bevande come i succhi di frutta, nella senape e in altri condimenti.
  • I derivati fenolici e il tiabendazolo (E230, E231, E232, E233) sono dotati di una certa tossicità, infatti sono proibiti in Australia. Vengono utilizzati per il trattamento superficiale degli agrumi e delle banane (per questo bisognerebbe utilizzare solo la scorza degli agrumi non trattate).
  • La netamicina (E 235), un antibioico utilizzato sulla superficie dei formaggi, (soprattutto dei provoloni) provoca problemi intestinali.
  • I nitriti (E249, E250) e i nitrati (E251 e E252) sono i conservanti utilizzati nei salumi(anche quelli a banco) e nelle carni conservate, e meritano un discorso a parte. Sono probabilmente i conservanti più pericolosi nel campo alimentare

 

Conservanti e coloranti negli alimenti : conclusioni

Come sempre vi invitiamo a condividere questo articolo dedicato ai conservanti e coloranti negli alimenti presso i vostri canali web e social media oltre che condividere con noi le vostre esperienze a riguardo. Per qualsiasi informazione aggiuntiva o per una consulenza specifica relativa alla vostra nutrizione non dovrete far altro che scriverci presso la pagina contatti. Alla prossima!

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